In un mondo frenetico che sembra sempre sull’orlo di un precipizio, amare se stessi e trovare il tempo per prendersi cura di noi e delle persone che ci circondano è diventato un atto rivoluzionario.

Francesco Bondi attraverso i suoi iconici scatti in bianco e nero crea un gioco fotografico di luci e ombre,
dove emerge la volontà di abbracciare una trasformazione, un forte desiderio di lasciar andare il passato e traghettare il proprio sé nel nuovo io verso il quale si tende.

La poetica di Bondi riesce a valorizzare e rappresentare figurativamente il concetto di amare se stessi, mostrando attraverso il suo linguaggio gesti privati, rituali quotidiani ricchi di sfaccettature e significati, che spaziano dal desiderio del proprio benessere alla voglia di libertà al cambiamento totale.

I gesti simbolici come tagliarsi la barba o sistemarsi i capelli, diventano simbolo di una ricerca di catarsi interiore, di un nuovo equilibrio che può avvenire solo attraverso la trasformazione.

Bondi con il suo progetto fotografico ” L’amarsi è arte” intende proprio valorizzare il gesto di cambiamento esteriore, che ogni uomo o donna quotidianamente mette in pratica, e considerarlo non come una normale routine o un gioco, ma un vero e proprio rituale di rinascita.

Testo critico di Veronica Bassani

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